E' stata una giornata dura, una giornata di scelte, di addi, di esami, di gioia e di lacrime.
Ho rotto il muro o l'ho soltanto scavalcato?
Da quale parte andare o da quale parte rimanere?
Una giornata piena di muri: il muro della convenzione che ti impedisce di abbracciare le persone con cui hai passato gli ultimi tre mesi della tua vita e che rivedrai sempre meno fino a diventare solo un'email nella rubrica e una foto digitale sul computer, bastardo mondo del lavoro dove i sentimenti sono esclusi, dove si diventa tutti automi, un po' come gli studenti di The Wall.
Non permetterò alla Società di alienarmi, non costruirò il muro, continuerò a comunicare, nessuna cornetta staccata per me, grazie.
Vorrei sapere tra tre mesi che a WebA. è passata l'allergia e che i suoi sintomi erano "solo" stress, che B. ha trovato un lavoro (e una donna) nella sua amata Puglia, che R. ha capito che tra i suoi "amichetti" ce n'è uno veramente speciale (con la moto CBR 900 rossa!!se si accontenta di uno scooterone e non diventa gelosa di MissP. c'è sempre G.one!!) e soprattutto vorrei ricevere tra tre mesi una bella email in cui F. il mio adorato compagnuccio di merende mi comunichi la sua ASSUNZIONE A VITA così romperà quel muro e permetterà alla sua fantasia di esplodere!!
Così li ho salutati con un semplice ciao, una torta di cioccolata e cocco, un timido bacio sulla guancia e una lacrima repressa...Vorrei essere lì tra tre mesi e invece sarò altrove, mi mancheranno da morire, ma una scelta è una scelta!!
Anche se non posso viverla come avrei voluto...la società piena di manager con tre telefonini che blatera di barche ti impedisce di provare sentimenti sul lavoro.
Devi stare al tuo posto, dalla tua parte, dalla tua parte del muro.
Devi essere un muro.
Un muro di gomma per assorbire il dolore degli altri (M. sta nei casini con suo marito, vuole il divorzio e io di certo non l'ho aiutata a desistere).
Un muro di vetro, trasparente e fragile per contenere il tuo liquido più prezioso.
A volte basta uno sguardo per capirsi, altre volte la comunicazione è impossibile..c'è il muro di mezzo.

Ho rotto il muro o l'ho soltanto scavalcato?
Da quale parte andare o da quale parte rimanere?
Una giornata piena di muri: il muro della convenzione che ti impedisce di abbracciare le persone con cui hai passato gli ultimi tre mesi della tua vita e che rivedrai sempre meno fino a diventare solo un'email nella rubrica e una foto digitale sul computer, bastardo mondo del lavoro dove i sentimenti sono esclusi, dove si diventa tutti automi, un po' come gli studenti di The Wall.
Non permetterò alla Società di alienarmi, non costruirò il muro, continuerò a comunicare, nessuna cornetta staccata per me, grazie.
Vorrei sapere tra tre mesi che a WebA. è passata l'allergia e che i suoi sintomi erano "solo" stress, che B. ha trovato un lavoro (e una donna) nella sua amata Puglia, che R. ha capito che tra i suoi "amichetti" ce n'è uno veramente speciale (con la moto CBR 900 rossa!!se si accontenta di uno scooterone e non diventa gelosa di MissP. c'è sempre G.one!!) e soprattutto vorrei ricevere tra tre mesi una bella email in cui F. il mio adorato compagnuccio di merende mi comunichi la sua ASSUNZIONE A VITA così romperà quel muro e permetterà alla sua fantasia di esplodere!!
Così li ho salutati con un semplice ciao, una torta di cioccolata e cocco, un timido bacio sulla guancia e una lacrima repressa...Vorrei essere lì tra tre mesi e invece sarò altrove, mi mancheranno da morire, ma una scelta è una scelta!!
Anche se non posso viverla come avrei voluto...la società piena di manager con tre telefonini che blatera di barche ti impedisce di provare sentimenti sul lavoro.
Devi stare al tuo posto, dalla tua parte, dalla tua parte del muro.
Devi essere un muro.
Un muro di gomma per assorbire il dolore degli altri (M. sta nei casini con suo marito, vuole il divorzio e io di certo non l'ho aiutata a desistere).
Un muro di vetro, trasparente e fragile per contenere il tuo liquido più prezioso.
A volte basta uno sguardo per capirsi, altre volte la comunicazione è impossibile..c'è il muro di mezzo.





