martedì, 31 gennaio 2006
Oggi ho avuto paura.
Sarà la mia estrema sensibilità durante il mio periods.
Sarà la strana sensazione che ho provato oggi pomeriggio mentre preparavamo un tea al lavoro, stessa sensazione che ha provato D. lontano almeno 10 km.
Sull'autobus, alla stazione, di ritorno dal mio primo giorno di shopping fruttuoso da quando sono iniziati i saldi.
Piena di sacchetti, molto Carry Bradshaw, mi metto seduta e inizio a sentire tic-tac, tic-tac, tic-tac...
All'inizio ho sorriso pensando ad un giochino che faccio con il mio nipotino "come fa l'orologio di zio D.?tic tac" e lui ride come un matto.
Poi ho pensato di chiedere alla tipa che mi aveva fatto sedere vicino al finestrino dicendomi che era claustrofobica, ma ho avuto PAURA che scoppiasse lei e non l'autobus se le avessi chiesto: "scusi signorina sente questo ticchettio costante dal motore dell'autobus?"
All'improvviso ecco il pensiero buddista: oggi sono andata in giro, sono in un posto dove non passo MAI, su un autobus che non prendo MAI in un orario in cui DI SOLITO sono già a casa, non ho nemmeno acceso il lettore mp3 come faccio SEMPRE...chissà perchè...ecco è il mio destino...sento il ticchettio e morirò su questo stupido autobus per una bomba idiota.
Non oggi, che ho finalmente trovato le mie scarpe, non oggi che ho comprato una magliettina per D., non oggi che mia sorella ha la febbre e ha bisogno di me, non oggi con tutte le cose che devo fare per il mio boss entro mercoledì....non oggi con tutte le cose che devo ancora fare nella mia vita.
Magari non morirò...resterò sfigurata o paralizzata e D. mi amerà lo stesso?
Mi è scorsa davanti la mia vita ancora non vissuta, la mia futura casa, il mio amore con i capelli bianchi al matrimonio di nostra figlia, e poi distintamente tra un gruppo di ragazzi del sud che parlavano fitto fitto sento una voce "non è ancora arrivato il tuo momento".
Era calma, quasi suadente e molto molto convincente.
Sono scesa alla mia fermata e ho tirato un tiro di sollievo.
Da domani musica a palla per tutto il tragitto perchè se proprio devo morire, non lo voglio sentire.

martedì, 17 gennaio 2006
Errata corrige al precedente post.
Vorrei solo aggiungere che quando dico "le persone che mi circondano" non intendo nè parenti nè amici.
Intendo estranei o quasi, escludo tutti i colleghi a cui sono anche solo un pizzico affezionata, escludo tutti gli amici lontani che non vedo mai ma che ho nel cuore.
Sono proprio loro che mi fanno da ago della bilancia e mi fanno amare la mia vita, perchè se la gente è tanto st[ò^z@ (e tutti siamo "gente") ma alla fine sono felice e contenta di stare al mondo lo devo proprio a loro e ai loro piccoli gesti: a mia mamma che mi cucina una bistecca quando sono distrutta, a mio padre che sopporta i miei nervetti e mi chiede ogni giorno "come è andata al lavoro", al mio D. che mi ama sempre e comunque, ai miei colleghi che mi mandano le email "ciao cara" (grazie zurlette!) oppure che mi chiamano per dirmi che hanno avuto un super contratto, a V. che sopporta ogni lamentela e gioisce di ogni mia novità..
Siete grandi e senza di voi il mondo sarebbe sicuramente orribile!!

lunedì, 16 gennaio 2006
Accidenti!!
"Un carico di mattoni sul collo per la signorina, prego una firmetta qui"
E' incredibile: ho passato un bel po' di tempo ad osservare, a sentire, a capire le persone che mi circondano.
E' un esercizio che faccio spesso...mi aiuta ad essere più intuitiva e a sviluppare quel fantomatico "quinto sesto e mezzo" (alla Dylan Dog)..e ho scoperto troppe cose a cui non ero preparata.
O forse le ho sempre sapute ma non le volevo accettare: ho scoperto un mondo fatto di indifferenza e pregiudizio dove sei quello che c'è scritto sulla tua etichetta (che ovviamente ti appiccicano dopo nemmeno tre secondi che ti conoscono).
Ho scoperto che dietro tanti gesti "strani" delle persone c'è tanto dolore e che dietro "strani" silenzi c'è tanta vergogna.
Che non bisogna mai dire mai.
Che potrebbe sempre essere peggio di quello che pensavi.
Ho scoperto che sono tutti buoni a metterci una scritta.
Ho scoperto che nessuno sa mai niente di nessuno, che dietro ad un ragazzo dolcissimo si può nascondere un abisso di solitudine, che dietro un silenzio c'è un urlo soffocato, che dietro ad un sorriso c'è sempre una lacrima.
Bella scoperta eh?
L'ho sempre saputo solo che per amore di me stessa me lo dimentico ogni volta.
Se solo la gente sapesse cosa si nasconde dietro tante cose: dalla lana dei maglioni che ha addosso al gas di scarico della macchina che usa per andare a fare shopping, dal collega che ti chiede attenzione all'amico sempre troppo severo.
Proviamo disprezzo per tutto: dalla persona che ci sta accanto al mondo in cui viviamo..ma non lo facciamo per cattiveria, è solo pigrizia, è solo non curanza...fino a quando verrà il prossimo tsunami a ricordarcelo.
Oppure un semplice sms.
giovedì, 05 gennaio 2006
Santo Cielo non riesco a scrivere..non è che non ho tempo..ho perso la disciplina.
Un rush mostruoso al lavoro e tante altre cosettine da fare, dormo poco e ho sempre sonno, mangio poco e non ho mai fame.
Insomma non sto proprio al top e quando sono così giù non ho voglia di scrivere niente.
Non sorrido più guardando la mia città ma mi addormento sull'autobus.
Forse dovrei solo riposare un pochino...spero nella pausa Befana...spero!!
Torno quando ci sono...quando sono di nuovo me stessa.
Per ora PLEASE DO NOT DISTURB.