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mercoledì, 13 giugno 2007
Non c'è più.
Me l'hanno portata via sotto il naso.
Proprio due giorni fa mi sono persa per le strade di Roma, in sella alla mia Fly.
Ho visto il Colosseo, Castel Sant'Angelo, il Circo Massimo, e poi via dei Cerchi, l'Ara Coeli, il Vittoriano...
E ripenso adesso al senso di libertà che mi ha dato.
Proprio ieri ho accompagnato V. da Villa Borghese a casa, lei a piedi e io in bici passando per marciapiedi, stradine e passaggi pedonali.
Proprio oggi esco dall'ufficio pronta a fare la salita che mi riporta a casa, ma lei non c'era.
Qualche imbecille me l'ha portata via.
E purtroppo non è una dolce micetta che miagola MAOOO per farsi trovare dalla mamma..
La mia bici è sparita.
Ho girato per oltre due ore intorno all'ufficio alla ricerca di qualche indizio.
Sono scesa dal 490 quando ho visto in Piazzale Flaminio una specie di parcheggio di bici abbandonate.
Ma lei non c'era.
Non credo che la rivedrò mai.
Poverino il tipo che me l'ha rubata, in questo momento ho pietà di lui perchè so che, con tutte le maledizioni che gli ho mandato, i soldi che rimedierà vendendo la mia bici a Porta Portese gli serviranno tutti per procrastinare la morte per diarrea eterna che gli ho augurato.
Non è il momento di mettermi alla prova, destino crudele.
Non è proprio il momento di togliermi una delle mie poche gioie quotidiane.
Domani andrò in autobus, scrutando ogni bici che incontrerò, saluterò Ettore e Andromaca, loro sono sempre lì.
La mia bici no.

Della serie "ci provo anche se è inutile": se qualcuno dovesse vedere questa bici in giro per Roma per favore me lo faccia sapere.


la mia fly
postato da: ziskadab alle ore 22:56 | Link | commenti (1)
categoria:bici
mercoledì, 13 giugno 2007
Ogni mattina Ettore e Andromaca mi aspettano.
Sono lì, immobili in un abbraccio eterno.
Non hanno volto, solo corpi abbracciati.
Eppure questa statua nera nella sua tragicità mi fa coraggio.
Il sorriso di D. che mi dice di stare tranquilla, mi fa coraggio.
Le carte di L. mi fanno coraggio.
Un asso di picche che esce ogni volta, un asso di cuori (il castorino - dice D.) che lo batte.
Il fiato sospeso c'è eccome..eppure il mio futuro lo vedo lì, esattamente come vedo la statua quando ogni mattina le sfreccio accanto in bici.
Vicino ma non lo posso toccare, ambiguo quanto basta a diventare misterioso.
Vento e fulmini, sole e caldo, ed è sempre lì, immobile ma fluido.
Coraggioso e forte, ma anche tenero, dolce e premuroso.
Il mio futuro è qui, composto da tanti sogni, colori e tessuti.
C'è musica e tanto amore, c'è luce e tante parole.
Ma tutto questo per diventare reale deve passare attraverso la burocrazia, le firme, i contratti, quella porcheria chiamata soldi (money is paper with faces, I remember).
Questo mi preoccupa.
I miei sogni sono dentro di me e nessuno me li può negare.
E questo mi da coraggio.
 
postato da: ziskadab alle ore 15:31 | Link | commenti
categoria:sogni, futuro, coraggio, statua