Paura di non riuscire a tenere le lagrime dentro, mentre lo vedevo tremante e bianco.
L'anestesia fa sentire freddo, la sua prima anestesia, la sua prima operazione.
La mia prima vera paura, la mia prima orrenda rassegnazione che non è superman ma un uomo.
Il mio papo, e la paura primordiale che qualcosa non vada.
E invece tutto procede bene.
Paura di non farcela.
Una settimana di stress sottopelle.
Sì scritto tutto attaccato perchè è così che la paura di non fare tutto e bene si è insinuata sottolamiapelle.
E invece tutto è andato meglio di come poteva andare.
Paura di stonare, di non avere voce, di non sapere le parole.
E invece gridare a squarciagola canzoni dimenticate e capire che il cobra è un serpente eccome!!!
Paura di non fare in tempo.
Di arrivare tardi, di essere già in ritardo, di capire dopo, di non capire affatto.
E invece ho capito tutto pure troppo ma devo solo aspettare.
Paura di essere scontata dopo 6 anni e di non stupirmi più.
Di non ridere, di annoiarmi, di annoiarlo, di non stare bene.
E invece un urlo soffocato di gioia per delle rose senza biglietto ma solo con la bustina (il biglietto è tutt'intorno...fantastico!!!) e una serata di risate assolute per della invidia belga - sì invidia non indivia!!!
Paura di non avere più il mio equilibrio.
Di non riuscire a muovermi come prima (maledetto polpaccio) e di non sentire ancora bene il ginocchio.
E invece stasera, un po' sofferente, ho rifatto la forma.
A volte avere paura è fisiologico, atavico: serve per acuire i sensi.
Altre volte è l'ignoranza di quello che non conosciamo a spaventarci.
Ma, nel mio caso, molto spesso basta il piccolo spostamento dalla mia posizione di equilibrio che mette alla prova il mio "radicamento" alla vita.
Assorbo e uso le mie paure per affrontarle - chi fa tai chi forse capisce, chi non lo fa forse no - ad azione corrisponde reazione..
Non cedo.
Ho paura ma non mi spezzo.
Mi piego ma non scappo.
Sclero ma non demordo.
Tengo duro e me lo scrivo...a postera memoria..
L'anestesia fa sentire freddo, la sua prima anestesia, la sua prima operazione.
La mia prima vera paura, la mia prima orrenda rassegnazione che non è superman ma un uomo.
Il mio papo, e la paura primordiale che qualcosa non vada.
E invece tutto procede bene.
Paura di non farcela.
Una settimana di stress sottopelle.
Sì scritto tutto attaccato perchè è così che la paura di non fare tutto e bene si è insinuata sottolamiapelle.
E invece tutto è andato meglio di come poteva andare.
Paura di stonare, di non avere voce, di non sapere le parole.
E invece gridare a squarciagola canzoni dimenticate e capire che il cobra è un serpente eccome!!!
Paura di non fare in tempo.
Di arrivare tardi, di essere già in ritardo, di capire dopo, di non capire affatto.
E invece ho capito tutto pure troppo ma devo solo aspettare.
Paura di essere scontata dopo 6 anni e di non stupirmi più.
Di non ridere, di annoiarmi, di annoiarlo, di non stare bene.
E invece un urlo soffocato di gioia per delle rose senza biglietto ma solo con la bustina (il biglietto è tutt'intorno...fantastico!!!) e una serata di risate assolute per della invidia belga - sì invidia non indivia!!!
Paura di non avere più il mio equilibrio.
Di non riuscire a muovermi come prima (maledetto polpaccio) e di non sentire ancora bene il ginocchio.
E invece stasera, un po' sofferente, ho rifatto la forma.
A volte avere paura è fisiologico, atavico: serve per acuire i sensi.
Altre volte è l'ignoranza di quello che non conosciamo a spaventarci.
Ma, nel mio caso, molto spesso basta il piccolo spostamento dalla mia posizione di equilibrio che mette alla prova il mio "radicamento" alla vita.
Assorbo e uso le mie paure per affrontarle - chi fa tai chi forse capisce, chi non lo fa forse no - ad azione corrisponde reazione..
Non cedo.
Ho paura ma non mi spezzo.
Mi piego ma non scappo.
Sclero ma non demordo.
Tengo duro e me lo scrivo...a postera memoria..



