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sabato, 20 settembre 2008
La routine, quando non si è sotto stress, ha i suoi risvolti piacevoli.
Il lavoro, con le sue scadenze, le necesità impellenti, i suoi momenti di stasi.
So che per quel lasso di tempo io DEVO stare lì.
Il 3 ottobre mi scade il contratto, potrebbero mandarmi via, potrebbo propormi il passaggio ad un'altra scoietà, potrebbero non rinnovarmi il contratto alle condizioni pattutite 3 anni fa.
Mi dovrei rimettere in gioco, in fondo dopo la laurea ho mandato pochi curricula e dopo una settimana dalla discussione della tesi ero già stata assunta da una società.
La sicurezza di andare lì ogni mattina e trovare i miei colleghi, il mio computer, le mie cose da fare...l'ambiente di lavoro tranquillo e stimolante contemporaneamente...in questo momento non ha prezzo.
Ma devo pensare al mutuo, alle spese, al fatto che ho 30 anni e vorrei sposarmi e mettere al mondo un po' di bimbi..e che per tutto questo servono soldi..non solo amore.
La realtà è questa e dopo una vacanza, il ritorno è la consapevolezza che devi rifare i conti con la tua vita quotidiana.
Non esistono solo pecore, prati e mucche.
In Irlanda i giovani di 35 anni hanno già 3 figli. Lo Stato li aiuta, li detassa, li agevola in tutti i modi perchè, intelligentemente, sa che il futuro sono loro.
In Italia la situazione non è così rosea.
L'80% dei miei amici se ne vuole andare all'estero, quelli che vogliono rimanere è perchè hanno già una casa, figli piccoli, un lavoro ottimo.
Per non affossarmi in questi pensieri oscuri - chissà come sarebbe la mia vita in Irlanda - mi aggrappo ai miei rituali.
E la routine diventa una sorella sicura, dove le piccole variazioni che portano qualche vacillamento diventano infinitamente piccole in confronto alla grande stabilità.
Sono un funambolo che cammina sulla fune delle sue sicurezze, con il vuoto sotto.
Ho un po' paura, non mi sono esercitata abbastanza per affrontare un' eventuale caduta.
postato da: ziskadab alle ore 15:00 | Link | commenti
categoria:lavoro, sicurezza
sabato, 06 settembre 2008
Nessun rientro tramautico.
Vorrei trascrivere qui le mie emozioni del viaggio, ma penso che le terrò dentro di me.
Il mio percorso di crescita procede...di me stessa ho scoperto che messa alle strette posso essere una bestia.
Bene mi ero stufata della Ziska sempre sorridente e cordiale con tutti, anche con chi non se lo merita. Del perbenismo a tutti i costi per spargere nel mondo amore e felicità. Il metodo è la flessibilità..non puoi parlare dolcemente a tutti perchè molto persone scambiano la tua dolcezza per debolezza e se ne approfittano.
Su una zuppa sciapa non si aggiunge lo zucchero!!!
Dab invece mi ha stupito - più del solito.
Di fronte ad atteggiamenti che di solito lo mandano in bestia, si è chiuso in se stesso, per riflettere sula migliore strategia invece di scaricare la tensione.
Grandissimo stratega e in questo periodo molto complice, molto dolce, molto vicino.
Molto bene.
Amici, anche da loro ho ricevuto sorprese.
Ho scoperto come lo stare con una persona un po' ti faccia assomigliare a lei.
Un po' come i cani che assomigliano al padrone..
E quindi mi sono ritrovata a dire "more bread" o "molto bene" oppure a cantare quella benedetta canzone della cattedrale anche con persone che non "erano del giro".
Ma non ho assorbito solo modi di dire, mi ritrovo a cercare di convicere le persone che quello che dico è per forza giusto (anche quando è sbagliato), oppure a tralasciare qua e là qualcosa perchè è bello perdersi.
Sono un po' più disordinata (ma in effetti che le piego a fare le mutande??) e un po' più logica...
Ho apprezzato ancora di più i loro pregi e i loro difetti mi hanno fatto riflettere sui miei.
E' stato un viaggio molto introspettivo.
Ho sentito, in alcuni momenti, la completa pace.
Il mio respiro in sincronia con le onde, e il vento che accarezzava l'erba e anche la mia pelle.
E' stato bellissimo vincere ancora una volta le vertigini e urlare al vuoto che non mi fa paura.
Emotivamente è stato molto intenso, fisicamente un po' meno.
Ho mangiato come una porcella, sono ingrassata 3 kg, ho bevuto una media di 2 pinte al giorno. Sono gonfia come una botte di Guinness.
E il rientro non è stato affatto traumatico.
Anzi, mi mancavano tantissime cose: la mia famiglia, la mia casetta, gli amici più cari, il kung fu, anche il lavoro e le patatelle (le mie colleghe tesore)...per un po' anche Roma...
Appena atterrati dopo 12 giorni di nuvole ho finalmente visto un tramonto, e che tramonto...le nuvole rosa si fondevano con quelle vaniglia e un sole arancione come un tuorlo d'uovo si adagiava all'orizzonte tinteggiando tutto di una luce dalla frequenza indefinita...mi veniva da piangere...ero a Roma, a casa....e un nuovo inizio mi (ri)aspettava.
postato da: ziskadab alle ore 17:22 | Link | commenti (3)
categoria:amore, amici, vacanza