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martedì, 21 ottobre 2008
Ok anche questa è fatta.
Contratto a tempo indeterminato, stesso stipendio, stesso lavoro, ma qualche sicurezza in più.
Ok anche questa altra è fatta.
D. è diventato D.O., ora è un vero osteopata con i fiocchi, che riesce a fare tantissime cose "solo riequilibrando le strutture" (dice lui), passando le notti a studiare materie che nel suo corso venivano solo accennate (dico io).
Ha studiato l'anatomia di un medico, terapie non convenzionali, libri orientali e new age e ha imparato molti i modi per far passare il dolore NON curando il sintomo ma l'origine.
Io, capperi, sono troppo orgogliosa di lui.
E anche di me.
Mi ritrovo a pensare che cosa ho fatto in questo anno...e se guardo indietro vedo che c'è una distanza tra la ziska di oggi e la ziska di un anno fa grandiosa.
La più grande che abbia mai percorso, molto più del distacco che ho sentito fino ad adesso quando mi è accaduto qualche "sconvolgimento": la prima mestruazione,  il primo bacio, la prima volta, il primo vero lutto, il primo lavoro, la laurea..
Eppure non c'è stato nessun cambiamento radicale, solo una serie infinita di punti fermi.
Ho capito cosa realmente deve far parte della mia vita.
Come sono, cosa sono.
E soprattutto cosa voglio.
Ho incontrato, grazie a quel diabolico Facebook, persone che non vedo da 15 anni, e ho anche capito perchè ho conosciuto tanta gente che poi è scivolata via.
Ho alcuni punti fermi e ogni giorno è un piccolo "kung fu" per tenerli tali.
La mia famiglia, il mio amore, gli amici, la mia conoscenza e le mie curiosità, le arti marziali, il mio lavoro, la nostra casa, la mia gioia al mattino quando ringrazio l'energia suprema per avermi dato un altro giorno da vivere (vi assicuro non è così scontato!!), e poi tremila gesti che mi sembra una benedizione poter fare: la colazione insieme (quasi) tutte le mattine, la piccola strusciatina di piedi nel lettone prima di addormentarci, la telefonata alla amica anche quando hai solo tre minuti, una parola con mia mamma composta da solo 7 lettere, una cena cacio e pepe e pecorino con mio padre dopo 3 ore di ikea, un mc o sushi (meno male) con mia sorella and family, una passeggiata in bicicletta per Roma con il sole tiepido.
Ma alcune cose proprio non le posso fermare.
Un mio carissimo amico sta per partire, forse per sempre, per la Francia.
La mia migliore amica non vede l'ora di scappare in Spagna o in Cile o in qualche posto del mondo dove conta quello che dici non di chi sei figlio.
I miei capelli si stanno schiarendo e dopo anni a tentare di cambiare il mio colore naturale, adesso stanno naturalmente virando al bianco.
Le mie caviglie dopo una settimana di superlavoro e di inevitabile assenza dal bagua, vacillano e tremano ad ogni passo.
Prendo una stampella, la poso mentre intanto faccio altre 2 cose (parlare al telefono e scrivere) e adesso non so più dove l'ho messa.
Gli amici si allontano (ma spero solo fisicamente), il mio fisico invecchia (a 30 anni caxxo???), e anche la mia testolina non è più la stessa...ma i miei punti fermi, le mie tacche spirituali sul bastone sono incise per la vita e finchè avrò sangue nelle vene ogni giorno lotterò per tenerli dentro di me.

mercoledì, 13 giugno 2007
Non c'è più.
Me l'hanno portata via sotto il naso.
Proprio due giorni fa mi sono persa per le strade di Roma, in sella alla mia Fly.
Ho visto il Colosseo, Castel Sant'Angelo, il Circo Massimo, e poi via dei Cerchi, l'Ara Coeli, il Vittoriano...
E ripenso adesso al senso di libertà che mi ha dato.
Proprio ieri ho accompagnato V. da Villa Borghese a casa, lei a piedi e io in bici passando per marciapiedi, stradine e passaggi pedonali.
Proprio oggi esco dall'ufficio pronta a fare la salita che mi riporta a casa, ma lei non c'era.
Qualche imbecille me l'ha portata via.
E purtroppo non è una dolce micetta che miagola MAOOO per farsi trovare dalla mamma..
La mia bici è sparita.
Ho girato per oltre due ore intorno all'ufficio alla ricerca di qualche indizio.
Sono scesa dal 490 quando ho visto in Piazzale Flaminio una specie di parcheggio di bici abbandonate.
Ma lei non c'era.
Non credo che la rivedrò mai.
Poverino il tipo che me l'ha rubata, in questo momento ho pietà di lui perchè so che, con tutte le maledizioni che gli ho mandato, i soldi che rimedierà vendendo la mia bici a Porta Portese gli serviranno tutti per procrastinare la morte per diarrea eterna che gli ho augurato.
Non è il momento di mettermi alla prova, destino crudele.
Non è proprio il momento di togliermi una delle mie poche gioie quotidiane.
Domani andrò in autobus, scrutando ogni bici che incontrerò, saluterò Ettore e Andromaca, loro sono sempre lì.
La mia bici no.

Della serie "ci provo anche se è inutile": se qualcuno dovesse vedere questa bici in giro per Roma per favore me lo faccia sapere.


la mia fly
postato da: ziskadab alle ore 22:56 | Link | commenti (1)
categoria:bici
lunedì, 15 maggio 2006
I miei primi 28 anni.
I miei primi 12 km.
Per il mio compleanno  il mio tesoro mi ha regalato la libertà: una fantastica citybike completa di caschetto, catena, cavetti e ... 6 gerbere rosse!!
Oggi è la prima volta che faccio il tragitto casa-lavoro alle 8.30 e lavoro-casa alle 18.
Sono innamorata, sono completamente persa per la sensazione di correre tra le vie della mia città, libera, senza dover aspettare autobus, senza limiti.
E' veramente inebriante!!
Il percorso di andata è abbastanza semplice, più o meno in piano con gli ultimi due km assolutamente in discesa...il ritorno è un impresa perchè quei  fantastici 2 km di discesa, al ritorno si trasformano in 2 km di terribile salita!!
Se poi si percorrono, come ho fatto io, con il cambio sbagliato!!
Mi piace la disciplina della bicicletta e anche la sua filosofia di salite/discese.
Al lavoro mi prendono per folle, il mio amore mi sostiene ma ha paura che mi mettano sotto, mia madre dice solo che sono pazza, mio padre...bè mio padre ha voluto "provare" la bicicletta ed è sparito per 10 minuti!!ed è tornato contento come un bimbo!!
Se è vero che non bisogna mai dimenticare il fanciullino che è in noi per stare sempre in pace con se stessi e soprattutto se è vero che alla mia età per sentirsi ancora "piccoli" ci si danna con portafogli di hello kitty e playstation....devo sentirmi fortunata: ho un mezzo di trasporto bello, veloce e molto pratico, brucio 400 calorie ogni 20 minuti e mi godo la mia bella città.
Mi sento grande perchè ho finalmente una "cosa" mia, mi sento piccola perchè rido e canto come una pazza mentre sgambetto.
Ovviamente mi aspetto di cadere, di farmi male, di incontrare maleducati ed incivili...ma perchè distruggere il mio ottimismo con pensieri così foschi?
alberocuore


postato da: ziskadab alle ore 22:22 | Link | commenti (9)
categoria:bimbo, bici, libertĂ