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mercoledì, 04 giugno 2008
Stavolta non ho scuse.
Sono imbecille.
Giovedì prendo un permesso per andare alla Laurea di V.
Piove a dirotto - prendi l'autobus - mi dice una collega, no devo stare liì alle 15 non faccio in tempo...
Prendo il motorino, una curva troppo stretta, le ruote piccole, i sampietrini ...e volo per terra...
Ma non mi faccio molto male solo una botta sul ginocchio...riprendo il motorino...faccio 30 metri..dico 30 metri..altra curva a sinistra a 90 gradi sui sampietrini, non ci penso, e bum rifinisco per terra.
Io in una pozza di fango di quelle che si creano solo a Roma quando piove sabbia..
Il motorino dall'altro lato della "piscina" con le ruote che girano a vuoto...
Stavolta il gomito ha sentito la botta...
Torno a casa, dico a D. di preparare l'arnica.
Crollo in un pianto disperato, ho i nervi a pezzi non per il motorino ma per la vita che ho condotto in questo ultimo mese...non un momento di riposo, tremila preoccupazioni, non ho neanche il tempo di fare la spesa, di vedere un film...corro corro corro.
Vado alla laurea e arrivo ovviamente in ritardo, intanto è uscito il sole, del diluvio solo qualche traccia nei tettini delle macchine piene di macchioline beige.
Io mi sento a disagio, mi viene da piangere per qualsiasi cosa.
Torno a casa e dormo tutto il giorno.
Nel weekend lungo ho modo di riprendermi un po' la mia vita, vado a vedere i monaci shaolin, vado da ikea, vado a cena da amici e torno sotto la pioggia.
Mi risveglio alle 5 per andare al parco con la gola in fiamme e la febbre ed un mal di testa da record.
Non vado a lavoro me ne sto a casa, aspetto che il malessere finisca.
Oggi mi sento anche peggio come se mi fosse passato un treno sopra.
Chiamo il dottore che oltre a provare ad imbottirmi di antibiotico e aulin (ma che sei matto) mi ordina di stare a casa almeno 4 giorni perchè c'è un ceppo di streptococchi che gira..
Ora sto scrivendo ho poca febbre e la gola mi brucia un po' di meno...fuori c'è il sole e io non posso uscire.
Ma intanto non ne ho voglia, vorrei dormire e basta per recuperare le forze...
che palle...e che sfiga...proprio adesso che avevo deciso di riprendere l'allenamento mattutino...
Forse è un segno del destino..chissà cosa dice il mio angelo custode...gli ho dato un bel po' da lavoro questi giorni...forse è il caso che si riposi lui adesso!!!!
La ruota gira, un mese fa mi sentivo un leone, adesso un micetto tremolante.
Come dice sempre mio padre "Ha da passà la nottata"...
postato da: ziskadab alle ore 14:07 | Link | commenti (1)
categoria:energia, caduta, botta, influenza
venerdì, 02 giugno 2006
Dopo neanche tre settimane  di immensa goduria ciclabile, ieri nel bel mezzo del mio tragitto mattutino, la mia fantastica Fly  (la bici)  fa la conoscenza troppo ravvicinata con un bel ramoscello  buttato lì da qualche bimbo dispettoso.
Io l'ho visto quel ramoscello e l'ho anche evitato (almeno credevo).
Ad un tratto la magia...la bici si impunta, e meno male che ero in salita e andavo piano, e fa perno sulla ruota anteriore e si catapulta dall'altra parte.
E' stato un volo leggero, dolce e molto lento...ricordo di aver avuto il tempo di pensare "oddio speriamo che non mi rompo niente" e ho sentito come una forza che mi sosteneva, come se fossi stata una piuma che danzava nell'aria.
Poi la botta, il contraccolpo che ti toglie il respiro, la bici sopra di me...non l'avevo mollata e forse questo mi ha rallentato la caduta (salvato la vita?) ma ho completamente piegato la forcella e la ruota davanti, e io ho solo due o tre ammaccatture sul fianco e gomiti e ginocchia lividi.
Contenta di essere viva, aiutata da due angeli custodi e da una suorina in bianco (pensavo appena l'ho vista di essere già morta!!) mi faccio forza, controllo di riuscire a muovere tutto il mio corpo mentre i due angeli custodi mi smontavano la ruota dalla forcella e mi mettevano la bici in un luogo sicuro.
Ora porta la ruota lì a farla aggiustare (era di strada per il lavoro), così quando torni la rimonti sulla bici ed è tutto a posto.
Ma lì (negozio famosissimo di bici a Roma) la mia ruota era stata accantonata per tutta la giornata e quindi l'ho ripresa la sera, il mio D. l'ha rimontata nella bici che poi ho portato al mitico Brunetti, dove l'ho comprata.
La diagnosi è orribile: forcella da sostituire, ruota da raddrizzare e riraggiare.
Ci vediamo sabato mattina e vediamo cosa possiamo fare.
E così devo aspettare domani per sapere se la mia compagna di pedalate sarà ancora tale.
Ma volevo pubblicamente ringraziare tutte le persone che mi hanno aiutato: quel signore e quel ragazzo che mi hanno rimesso in piedi, il portiere del palazzo che ha guardato la mia bici per 9 ore, le mie colleghe che mi hanno riempito di ghiaccio e attenzioni, la mia supervisor che voleva accompagnarmi a casa, il mio amore che ha rinunciato al  suo preziosissimo tempo libero per starmi dietro e aiutarmi nei trasporti di bici e ruota ecc...
Maledetto ramo, maledette buche, maledetti sanpietrini, Roma è una jungla e qualche ferita non mi impedirà di continuare a sperare in una città piena di biciclette, dove gli "strani" saranno quelli in suv o in macchina.
Spero di riavere la mia Fly domani.
Spero di riavere la mia libertà, anche di cadere, farmi male e rialzarmi.
postato da: ziskadab alle ore 10:03 | Link | commenti (2)
categoria:caduta, libertĂ