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mercoledì, 13 giugno 2007
Ogni mattina Ettore e Andromaca mi aspettano.
Sono lì, immobili in un abbraccio eterno.
Non hanno volto, solo corpi abbracciati.
Eppure questa statua nera nella sua tragicità mi fa coraggio.
Il sorriso di D. che mi dice di stare tranquilla, mi fa coraggio.
Le carte di L. mi fanno coraggio.
Un asso di picche che esce ogni volta, un asso di cuori (il castorino - dice D.) che lo batte.
Il fiato sospeso c'è eccome..eppure il mio futuro lo vedo lì, esattamente come vedo la statua quando ogni mattina le sfreccio accanto in bici.
Vicino ma non lo posso toccare, ambiguo quanto basta a diventare misterioso.
Vento e fulmini, sole e caldo, ed è sempre lì, immobile ma fluido.
Coraggioso e forte, ma anche tenero, dolce e premuroso.
Il mio futuro è qui, composto da tanti sogni, colori e tessuti.
C'è musica e tanto amore, c'è luce e tante parole.
Ma tutto questo per diventare reale deve passare attraverso la burocrazia, le firme, i contratti, quella porcheria chiamata soldi (money is paper with faces, I remember).
Questo mi preoccupa.
I miei sogni sono dentro di me e nessuno me li può negare.
E questo mi da coraggio.
 
postato da: ziskadab alle ore 15:31 | Link | commenti
categoria:sogni, futuro, coraggio, statua